«Ho depositato una mozione in Consiglio regionale per condannare con fermezza la formazione di vere e proprie liste di proscrizione nei confronti di docenti impegnati nell’educazione civica all’antifascismo e per esprimere piena solidarietà al corpo docente dell’istituto Carlo Livi di Prato».
Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Biffoni, annunciando la presentazione di un atto che andrà presto in aula.
«La libertà di insegnamento e la libertà di espressione – sottolinea Biffoni – sono principi fondamentali garantiti dalla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza. Mettere sotto accusa scuole e insegnanti che svolgono attività educative coerenti con i programmi ministeriali e con i valori costituzionali significa colpire uno dei pilastri della nostra democrazia. Quanto accaduto a Prato va assolutamente fermato».
La mozione, come è noto, prende spunto da quanto accaduto nei giorni scorsi, dove un’iniziativa di educazione civica sull’antifascismo promossa dall’istituto Carlo Livi è stata oggetto di contestazioni culminate anche nella segnalazione della scuola in elenchi nazionali basati su questionari anonimi.
«Si tratta di pratiche profondamente antidemocratiche e lesive – afferma il consigliere Pd – che evocano metodi che la storia del nostro Paese dovrebbe aver definitivamente consegnato al passato».
«La Regione Toscana – ricorda Biffoni – fonda la propria azione sui valori della Costituzione, della Resistenza e dell’antifascismo, come sancito dallo Statuto e dalla legge regionale 38 del 2002. Difendere chi ogni giorno lavora nelle scuole per formare cittadine e cittadini consapevoli significa difendere la Repubblica stessa».
«Con questo atto – conclude – il Consiglio regionale è chiamato a ribadire con chiarezza che non c’è spazio per intimidazioni o schedature ideologiche: la scuola è e deve restare un luogo libero, pluralista e presidio di democrazia».

